Metformina, sindrome dell’X fragile e autismo

Non è la prima volta che accade: un farmaco concepito per curare una determinata patologia inaspettatamente aiuta a risolvere problemi di origine completamente diversa.

Metformina, sindrome dell'X fragile e autismo

È il caso di un farmaco antidiabetico che sembra ridurre molti dei sintomi tipici dei disturbi dello spettro autistico.

Metformina e autismo

La Metformina è un principio attivo molto utilizzato nella cura del diabete.

La sua azione pare direttamente collegata con la diminuzione della concentrazione ematica di glucagone (esso, infatti, è un’antagonista dell’insulina) che, indirettamente, diminuisce i livelli di glucosio nel sangue.

Oggi alcuni scienziati ritengono che tale sostanza possa essere estremamente utile anche nella cura sintomatologica dell’autismo.

Riduce i sintomi della sindrome dell’X fragile

La ricerca, condotta da scienziati inglesi su modello animale, ha messo in evidenza come la metformina riduce i comportamenti tipici dell’autismo, nei soggetti affetti dalla sindrome dell’X fragile.

Si tratta di una malattia genetica che causa disturbi comportamentali, di apprendimento e ritardi mentali. La patologia colpisce una femmina ogni 6.000 individui e un maschio ogni 4.000.

Un farmaco sicuro?

I risultati sulla metformina sono particolarmente importanti considerando che è un farmaco comunemente usato per altre patologie, quindi già sappiamo molto sul suo profilo di sicurezza.

Se gli studi clinici in persone con sindrome della X fragile hanno successo allora potrebbe essere in uso molto più rapidamente di quanto avverrebbe per un nuovo farmaco.

Sindrome della X fragile e autismo

La sindrome della X fragile è causata da un problema ereditario correlato al gene FMR1, esso pare produrre un eccesso di proteine a livello cerebrale.

Il che significa che vi sono disturbi di connessione tra le cellule del cervello. In poche parole problemi di comportamento e apprendimento.

Molti dei sintomi sono simili ai bambini autistici. Lo studio, pubblicato su Nature Medicine, ha coinvolto alcuni topi che sviluppano una patologia assimilabile alla sindrome della X fragile eseguendo comportamenti ripetitivi e ridotta socializzazione.

I risultati

Gli studiosi hanno potuto notare un netto miglioramento nei topi dieci giorni dopo aver assunto la metformina.

In seguito alla terapia la produzione di proteine nel cervello è risultata nettamente ridotta, tornando a livelli pressoché normali.

Allo stesso modo sono state riparate le connessioni cerebrali e il comportamenti atipico si è normalizzato.

Infine, nei soggetti affetti anche da epilessia, i fenomeni sono stati vistosamente ridotti.

Lo studio: Metformin ameliorates core deficits in a mouse model of fragile X syndrome

 


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