Dalla flora intestinale nuovi elementi per comprendere l’autismo

Diversi studi hanno evidenziato come la flora batterica intestinale, meglio nota come microbiota intestinale, sia alterato nei soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico.

Dalla flora intestinale nuovi elementi per comprendere l'autismo

E’ noto, infatti, che sostanze presenti nella flora intestinale sono in grado di ‘passare’ la barriera intestinale e produrre effetti sul sistema nervoso.

Approfondisci: Microbiota, siamo praticamente fatti di microrganismi

Ora un nuovo studio italiano certifica queste alterazioni.

I ricercatori del Cnr e dell’Università di Firenze hanno approfondito lo studio dell’insieme dei microorganismi intestinali (microbiota) di soggetti affetti da autismo con disturbi gastrintestinali.

Attraverso sofisticate tecniche di metagenomica e bioinformatica i ricercatori hanno caratterizzato le centinaia di batteri e – per la prima volta – anche i funghi presenti nell’intestino (questi ultimi rappresentano circa l’1-2% del microbiota intestinale).

Nei soggetti presi in esame, il profilo di cinque generi microbici e uno fungino, inclusi i coliformi, Clostridium e Candida, appaiono aumentati al crescere della gravità dei sintomi. Riscontrata, inoltre, la presenza di Escherichia coli, un batterio rivelatore di stati infiammatori.

Sebbene non si sia ancora arrivati a definire un ‘profilo’ di microbiota comune per l’autismo, queste informazioni sono preziose. Nell’immediato consentiranno di individuare misure di intervento sull’alimentazione, integrando probiotici e prebiotici, tali da ridurre la sintomatologia gastrointestinale, spesso invalidante.

In prospettiva, poi, ci aiuteranno a comprendere la relazione tra regime alimentare e malattia, permettendo di migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Leggi il full text dell’articolo:

New evidences on the altered gut microbiota in autism spectrum disorders

Francesco Strati, Duccio Cavalieri, Davide Albanese, Claudio De Felice, Claudio Donati, Joussef Hayek, Olivier Jousson, Silvia Leoncini, Daniela Renzi, Antonio Calabrò and Carlotta De Filippo

Microbiome 2017 5:24 DOI: 10.1186/s40168-017-0242-1


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